Riciclo o Trasformazione ??

Tutti parlano di ricette per riciclare tutto quello che gira per casa dopo le feste..

Io lo vedo più come un momento per trasformare e creare qualcosa di nuovo se non più buono e perchè no più calorico.. Poi si penserà alla dieta! 😉

Avrete sicuramente per casa pezzi di torrone e cioccolate varie, io ho sciolto tutto a bagno maria, poi ho creato tre strati in uno stampo foderato con carta da forno..

cioccolata fondente,

mou,

torrone bianco.

Tutto in frigo e dopo un po’ questo è il risultato..come vi sembra?

 

 

Voglio raccontarvi una favola..

Gli Omini di pan di zenzero conosciuti anche come Gingerbread, sono i tradizionali biscotti di Natale dei paesi nordici, questo più o meno lo sanno tutti, ma sapete anche la sua storia o meglio la sua favola?

“C’era una volta un’anziana coppia che non aveva figli. Durante un particolare inverno freddo e silenzioso, marito e moglie si sentivano tristi e soli. Così l’anziana signora decise di creare un bambino dando forma ad un impasto. Prese la farina, lo zucchero e le uova. Scelse alcuni ingredienti di stagione che aveva disponibili, come lo zenzero e le spezie dall’anima piccante e mescolò con cura e con amore tutti gli ingredienti. Stese la pasta e la plasmò in un biscotto gigante, dandogli una testa, due braccia e due gambe, in modo che sembrasse proprio un bambino. Lo decorò con cura, aggiungendo bacche invernali per creargli gli occhi e la bocca e farlo sorridere, sistemò i bottoni della camicia e gli altri dettagli, vestendolo a festa come avrebbe fatto con un bimbo vero. Depose la sua creazione nel forno caldo, per portarlo alla vita e trasformarlo in un bellissimo dolce: ecco nato l’omino di pan di zenzero! Ma appena uscito dal forno, l’omino di pan di zenzero tutto sorridente saltò fuori dalla teglia e scappò via dalla finestra gridando: “Non puoi prendermi, non puoi prendermi, sono l’omino di pan di zenzero!” Durante la sua fuga l’omino di pan di zenzero incontrò vari animali: un maiale, una mucca, un cavallo e tutti tentarono di mangiarlo. Ma nessuno di loro fu abbastanza veloce o furbo da riuscirci. Fino a che l’omino dal temperamento pepato non incontro la furbissima e bugiardissima volpe che con uno stratagemma prima si finse amica e poi se lo pappò! Tradizionalmente nei paesi nordici i genitori raccontano questa favola ai loro bambini anche per impartire loro una lezione di vita importante: il mondo esterno può essere molto pericoloso per un bambino che si allontani troppo presto dai genitori e dalla tranquillità della sua casa per affrontare il mondo da solo. Una favola che vuole essere un monito affinché i bimbi seguano la guida dei genitori gli unici in grado di difenderli dai pericoli principali.